Bevila Sempre Pura con i 5 Migliori Potabilizzatori di Acqua Portatili

Se l’Assistente seguirà il proprio  ciclo naturale  senza interferenze, sarebbe quasi sempre  potabile . Invece, l’inevitabile intervento dell’uomo per rispondere alle proprie esigenze è alterato il percorso, rendendo necessari i processi di  potabilizzazione .

Così, in caso di necessità, quando si è impegnati in un’escursione, una gita o un trekking e non si è sicuri di trovare acqua potabile sul percorso, è utile avere sempre con sé il miglior potabilizzatore d’acqua portatile.

Se ti trovi in ​​un  bosco  o vuoi fare  campeggio  in un luogo isolato, dove non c’è accesso a una fonte d’acqua sicura, come puoi  bere ? Sei sicuro che l’immagine del ruscello di montagna che stai attraversando  possa dissetarti  senza procurarti un mal di pancia (o peggio ancora)?

Ci sono anche molti paesi del mondo dove l’acqua c’è ma non è sicura perché non c’è modo di renderla potabile secondo i criteri stabiliti dalla legge.

 

Qual è il miglior potabilizzatore d’acqua portatile?

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Quando non c’è modo di trattare preventivamente la  risorsa idrica  o di portare con sé grandi  scorte  di  acqua minerale  in  bottiglia , è importante avere una riserva in un potabilizzatore d’acqua portatile.

In campeggio, in viaggio, quando si fa un’escursione … sono davvero molti i casi in cui questo dispositivo può rivelarsi estremamente utile. In alcuni casi è addirittura vitale. Ma quale scegliere ?

La  vendita online  ti fornisce una panoramica completa dei modelli di  marca  attualmente  sul mercato . Puoi così conoscere le loro caratteristiche tecniche, oltre a leggere le  opinioni  di chi ha già avuto occasione di  testare  anche nelle situazioni più  estreme .

Inoltre, acquista nel web ti ordina di ordinare il prodotto al  prezzo più basso  e riceverlo direttamente a casa tua, nella massima comodità.

 

# 1 Potabilizzatore acqua Lifestraw GO Wetergaard 

Il migliore per: doppio filtro sostituibile

Si compone di una bottiglia da 650 ml che impiega un doppio filtro: il primo a membrana di fibra cava che rimuove batteri e protozoi, il secondo a carboni attivi che elimina odori e cattivi sapori e la materia organica chimica.

È sufficiente riempire la bottiglia e inserire la cartuccia filtro, poi attaccare la bottiglia allo zaino con il moschettone e riprendere il trtekking, all’occorrenza basta aspirare dalla cannuccia posta sul tappo. Il filtro a membrana ha una durata di 1000 litri, il filtro a carboni attivi deve essere sostituito ogni 100 litri di acqua acquisita.

 

# 2 Potabilizzatore portatile Axmda 

Il migliore per: leggerezza

Questo filtro a cannuccia può rimuovere tutti i batteri e protozoi dall’inchiesta dell’invecchiamento, evitandoti fastidiose dissenterie e altre malattie infettive. Le due parti estreme si svitano per assistere all’eventuale cambio del filtro e la ghiera inferiore consentono di attaccare una bottiglia e bere direttamente.

Allo scopo viene fornito una sacca in plastica resistente che può essere posta al di sotto del tubo purificatore, da cui è possibile bere lungo il percorso che si vuole fare.

 

# 3 Potabilizzatore acqua avventura Sawyer Mini 

Il migliore per: compatto

Ideale per le attività all’aperto e durante i viaggi, è un filtro ad alte prestazioni così compatto da guardare nel palmo di una mano. Rimuove il 99% di tutti i batteri, come Salmonella, Vibrio Colera ed E. Coli e oltre il 99% di tutti i protozoi, come Giardia e Cryptosporidium.

Ha una capacità di filtrazione di circa 378 metri cubi di acqua. Viene fornito anche di stantuffo per la pulizia.

 

# 4 Potabilizzatore acqua LifeStraw Personal Westergaard 

Il migliore per: si usa come un cannuccia

Si rivela di semplice da usare: basta selezionare direttamente nella fonte di acqua, oppure sorseggiare l’acqua versata in un contenitore proprio come una normale cannuccia.

È necessario bere acqua proveniente da fonti idriche contaminate in tutta la sicurezza. Filtra un minimo di 1.000 litri di acqua e rimuove oltre il 99% di batteri e il 99,9% di parassiti trasmessi attraverso l’acqua. Pesa solo 56 grammi ed è stato esposto presso il Museo d’arte moderna di New York e la Tate Modern di Londra per il suo design esclusivo.

 

# 5 Potabilizzatore portatile Vitalitystraw 

Il migliore per: ultraleggero

È un purificatore d’acqua ultraleggero (solo 20 grammi) e molto robusto, ideale per essere portato con sé in ogni attività di tipo all’aperto. Grazie alla sua lunghezza di soli 15 centimetri, si infila in qualsiasi zaino, borsa o anche in tasca.

Oltre ad eliminare batteri, protozoi e parassiti, aiuta a migliorare il sapore e l’odore dell’acqua ea ridurre in modo significativo la presenza di metalli pesanti, sostanze chimiche inquinanti. Filtra fino a 200 litri di acqua contaminata senza uso di iodio, cloro o altri prodotti chimici potabilizzanti.

 

Che cos’è un potabilizzatore acqua portatile?

In apparenza, questo dispositivo può sembrare una semplice borraccia. In realtà, ha una funzione decisamente più evoluta. Rende infatti potabile l’immagine che si trova anche nei posti più “difficili”, l’utente di berla in tutta tranquillità.

Grazi al potabilizzatore portatile, vengono eliminati i batteri e protozoi e vengono rimosse le particelle che  intorpidiscono  l’immagine, migliorandone a volte notevolmente il sapore.

Alcuni hanno la superficie di filtraggio così da garantire i tempi di potabilizzazione piuttosto veloce, pari anche a un litro al minuto.

 

Come funziona il potabilizzatore acqua portatile?

Una differenza dei sistemi di potabilizzazione ordinaria che comporta per le più sostanze chimiche combinandole con mezzi fisici, nei kit di sopravvivenza e di potabilizzazione portatili si svolge le funzioni di base dei tipi fisici in quanto tali sostanze chimiche tempi di reazione e quantità non gestibili in un kit di poche decine di centimetri da usare più volte.

Impiegano una membrana di  fibra  in grado di garantire una ultrafiltrazione che intrappola e trattiene tutte le particelle di sopra di una certa dimensione. Un  pre-filtro  trattiene le particelle più grossolane, mentre la membrana in ultrafiltrazione trattiene particolato maggiore di 0,02  micron . I batteri hanno dimensioni comprese tra 0,2 e 10 micron e anche i virus hanno dimensioni superiori ai pori della membrana.

 

Quali batteri elimina il potabilizzatore acqua portatile?

Per quanto riguarda i batteri e i  protozoi  richiediamo che il modello scelto sia in grado di trattenere anche nei  microrganismi : solo in questo caso si può bere direttamente dalla  cannuccia .

In caso contrario bisogna mettere in pratica le istruzioni di sopravvivenza di Bear Grylls: far  bollire  l’acqua prima di berla, perché con la temperatura di ebollizione si eliminano i  batteri patogeni .

Il problema principale è legato al fatto che non vengono forniti  puliti tramite  flusso inverso , questi prodotti possono durare meno rispetto a quanto dichiarato in termini di termine e utilizzo.

 

Quando l’immagine è potabile?

Secondo la legge, l’immagine è potabile se è incolore, insapore, inodore, limpida e fresca, priva di germi patogeni e di sostanze nocive. I germi non patogeni sono ammessi solo in quantità minime.

Deve inoltre includere una modesta quantità complessiva di  sali minerali  importanti per la fisiologia cellulare e, tra questi, non devono prevalere il  calcio  e il  magnesio  perché la renderanno di difficile  digestione . La legge fissa limiti precisi e invalicabili anche per altri elementi.

Per uso industriale o  agricolo  i processi di trattamento di cui è sottoposta sono più semplici, non dovendo rispondere a limiti così restrittivi come quella per uso potabile.

 

Cosa vuol dire potabilizzare l’acqua?

Nella potabilizzazione civile, l’acqua viene prelevata da  sorgenti  o da corpi idrici quali  falde acquiferelaghi  e  fiumi , ed è convogliata negli  impianti di potabilizzazione . Viene poi distribuito nelle aree abitative per uso domestico tramite l’ acquedotto .

Quando l’immagine viene prelevata da  pozzi  o da sorgenti è probabile che molti parametri rientrino nei limiti di legge che definiscono la potabilità. Prima di essere immessa negli acquedotti per giungere ai nostri  rubinetti  deve però subire un trattamento di disinfezione che previene eventuali contaminazioni durante la distribuzione.

L’acqua potabile che circola nella rete acquedottistica è oggi il risultato osservato da una normativa ben precisa che precisa la procedura di  monitoraggio  e di  controllo , oltre i parametri da analizzare e i limiti da rispettare prima dell’immissione in rete.

 

Trattamento dell’acqua potabile?

La potabilizzazione dell’acqua avviene attraverso i processi che regolano i trattamenti in serie di tipo fisico, fisico-chimico e chimico.

Per eliminare la  torbidità  l’immagine viene lasciata riposare in grandi vasi in modo che le particelle solide più pesanti in sospensione si depositino sul fondo, cioè sedimentino (decantazione).

Per reagire con la rimozione delle particelle più leggere vengono aggiunte le sostanze (dette agenti flocculanti) che reagiscono con l’acqua, formando i fiocchi che intrappolano le particelle e il trascinano sul fondo o mantengono a galla.

 

Rimuovere la schiuma dall’acqua potabile?

Un altro metodo prevede di insufflare l’aria che, reagendo con le particelle leggere, crea una  schiuma . La rimozione della schiuma di flocculazione e del sedimento è piuttosto semplice da eseguire.

Nel primo caso, una sorta di raschiatore sfiora la superficie allontanando le sostanze “flottate”; per eliminare il sedimento, invece, l’immagine viene fornita con filtri speciali a  sabbia : le parti solide vengono trattenute e il percolato esce dal fondo.

Per completare la filtrazione può esserci un passaggio attraverso elementi filtranti a  carbone attivo , materiali che, attivati ​​da particolari condizioni di temperatura e pressione, aumentano la porosità e il potere assorbente.

 

Come si elimina le cariche batteriche dall’acqua?

Per eliminare le cariche batteriche si eseguono trattamenti di ozonizzazione e di clorazione: essendo fortemente  ossidante  sulle molecole organiche, l’ ossono  agisce sulle forme biologiche, si usa la carica batteriologica e virale e si abbatte la maggior parte dei composti che generano cattivi odori.

Un’ulteriore disinfezione viene eseguita anche a valle dell’articolo, prima che l’acqua sia immessa nella rete di distribuzione attraverso il processo di clorazione descritto da quest’ultimo.