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Una
delle specie più comunemente allevate e presenti nei nostri
allevamenti è
sicuramente
la
Tortora
del Senegal (Streptopelia senegalensis).
Si
tratta infatti di una specie assai robusta e anche prolifica se si
dispone di
una
voliera, con un piumaggio abbastanza appariscente e di una lunghezza
che varia dai 25-27 cm,
quindi
di una dimensione media per le tortore.
In
natura il suo areale di distribuzione spazia dalla maggior parte
dell’Africa subsahariana, al
Nord
Africa (Marocco, Tunisia, nord-est della Libia e la valle del Nilo in
Egitto),
alla
parte meridionale della penisola Arabica, al Medio Oriente (Iraq,
Iran),
alla
penisola Indiana, arrivando perfino nella zona delle ex repubbliche
Sovietiche (Tagikistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Kazakistan).
Da
ciò deriva la presenza di ben 5 sottospecie geografiche (4 africane ed una asiatica), di cui sicuramente la sotto-specie tipica (Streptopelia
senegalensis senegalensis) e quella presenta nei nostri aviari; dato
che come sappiamo ormai da qualche anno le uniche specie ad esser facilmente importate sono quelle
africane.
Del
resto è
anche
sicuramente le più cromaticamente apprezzabile, dato che i colori sono più vivi e contrastanti, difatti ha il petto ed
il
collo e la testa di un color rosa violaceo, ha un collarino
di penne color rosso rame con macchioline nere e le copritrici alari
azzurro grigie.
I
sessi sono simili e a stento si distingue il maschio dalla femmina per
aver il collare più esteso
ed i colori leggermente più vivi.
Ovviamente
come tutte le altre tortore anche il maschio della Senegal tuba, perciò,
possiamo più facilmente riconoscerlo rispetto alla femmina da questo
comportamento tipico, fatto dal richiamo emesso gonfiando il collo e
rivolto alla sua compagna.
Per
fortuna il suo verso non è così forte come quello della comune Tortora dal collare orientale,
di cui
è
stretta parente.

ESPERIENZA
DI ALLEVAMENTO
Acquistai
la mia coppia l'anno scorso nella mostra internazionale di Reggio
Emilia e la portai a casa alloggiandola in un gabbione da un metro di lunghezza.
Dopo
pochi giorni vidi che erano in perfetta forma e pensai che erano
sacrificate in quello spazio ridotto e perciò decisi di liberarle
nella voliera.
Nonostante
fosse dicembre non trovarono alcuna difficoltà di ambientamento e si
adeguarono a vivere in uno spazio sicuramente più largo e naturale.
Quindi
per mia esperienza devo dire che non teme di superare l’inverno
all'aperto,
anche
se è chiaro che la voliera deve essere riparata dai venti freddi del nord e coperta dal tetto.
A
primavera ho fornito loro alcuni cestini in vimini proprio adatti per
le tortore e dopo un pò di
tempo ho visto che aveva deposto due uova bianche in uno di questi.
All'inizio
pensai che non le avrebbe covate, perché era sempre fuori dal nido,
poi vidi che la femmina vi si mise sopra e cominciò, la cova che durò
sui 15
giorni
circa.
Dopodiché
nacquero due piccole tortorelle assai minuscole i primi giorni, ma con
un ritmo
di
crescita veloce che le ha portate ad arrivare all’involo nel giro di
una ventina di giorni. Devo dire che non mi
hanno
creato nessun tipo di problema per il loro
allevamento, visto che i genitori le hanno nutrite benissimo con le
semenze che trovavano in voliera.
In
genere si alimentano con una miscela per tortore, ma io le nutro con
misto per esotici e misto per canarini, che lascio a disposizione per
tutti i miei ospiti alati della voliera.
Sono
senz’altro tortore molto tranquille, convivono pacificamente con
uccelli di diverse specie più piccoli
di loro e si possono allevare sia a coppie che in colonie.
Purtroppo
la seconda covata non è andata a buon fine, perché avevano deposto sopra l’ingresso della porta di
sicurezza della voliera e pertanto visto il posto di passaggio ho
prelevato le uova e le ho poste sotto una coppia di Tortore
Diamantine, ma quest’ultime invece di covarle Ie hanno gettate fuori
dal nido (probabilmente il maschio).
Perciò
sono ancora in attesa della seconda covata che spero arrivi al più
presto. I
giovani
della prima sono già perfettamente indipendenti e stanno insieme ai
genitori,
formando
una piccola colonia e per fortuna non vedo nessuna forma di gelosia
del maschio nei confronti dei figli.
Pertanto
sicuramente consiglio ad altri allevatori che dispongono di una
voliera di medie o grandi dimensioni di mettervi all’interno anche
una coppietta di Tortore del Senegal, dato che non disturbano gli
altri uccelli,
non
fanno molto chiasso, che non richiede di particolari attenzioni dal
punto di vista alimentare e che non temono di svernare all’aperto.
Per
ciò che riguarda il settore espositivo, purtroppo come del resto
tutte le
tortore,
sono assai poche quelle presenti nelle varie mostre ornitologiche, ma
ciò dipende dal fatto che vengono sottovalutate dagli allevatori in
genere, che non le considerano come animali da esporre. Questo
è senz’altro un errore, dato
che mentre in altri settori come ben sappiamo è difficile aggiudicarsi dei premi, nel settore tortore e
quaglie c’è poca competizione e perciò è facile ottenere delle
medaglie.
Ovviamente
ognuno ha delle preferenze in campo ornitologico, ma credo che
comunque sia utile
allargare
il campo
delle
proprie conoscenze ornitologiche, interessandosi anche di altri tipi
di uccelli, diversi dai soliti presenti nei nostri allevamenti.
Concludo
con la speranza di aver trovato qualche allevatore che si sia
interessato a questa specie e che nel futuro si veda più spesso anche nelle mostre ornitologiche.
Per
qualsiasi
informazione e domanda
vi potete rivolgere al mio indirizzo di posta elettronica:
francesco.fatt@libero.it
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