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Presentazione di Maurizio Micci
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Un ciao a tutti gli amici allevatori, sono Maurizio Micci abito ed allevo verdoni a Marotta in provincia di Pesaro. Sono diventato allevatore di verdoni soltanto da quattro anni. L’approccio all’allevamento dei verdoni è nato grazie a l’interesse del mio stimato amico Sandro Ciriachi, noto allevatore di verdoni, che mi regalò dei verdoni nella mutazione bruna. Il primo anno ottenni soltanto 7 soggetti, e nessuno di questi sopravvisse, in quanto appena svezzati e quando iniziavano a mangiare da soli li toglievo ai genitori, e purtroppo da lì a pochi giorni iniziavano sistematicamente a pigolare per richiamare i genitori e morivano. Il secondo anno misi in produzione 4 coppie, due di bruno, una di ancestrale e una di agata prese in Romagna, l’allevamento andò meglio del primo anno, ne salvai una dozzina grazie sopratutto alla consulenza del mio amico Sandro. Intanto entrai in contatto con altri allevatori di fama nazionale tra i quali il noto pluricampione Federico Boccarusso di Fano, il giudice I.E.I. Bruno Zamagni di Rimini e il giudice I.E.I Renzo Esuperanzi di Chiaravalle, i quali, devo dire, sono stati di grande aiuto per i consigli che mi hanno dato e per i soggetti che mi hanno messo a disposizione. Nel terzo anno di allevamento, forte dei miglioramenti che avevo fatto, misi in produzione una dozzina di coppie di varie mutazioni, bruno, mascherato, agata, lutino oltre agli ancestrali. Tutto procedeva secondo le regole che mi erano state insegnate. Alla fine delle cove mi ritrovai con una sessantina di soggetti svezzati, e così mi sentii soddisfatto sia per la qualità sia per il numero ottenuto. Nel frattempo i miei amici, sopra citati, vennero a farmi visita e vedendo i soggetti nati e svezzati mi consigliarono di partecipare alle mostre che si stavano organizzando in giro. Devo dire che allora, la cosa mi incuriosiva sia per l’esperienza che avrei fatto sia per vedere se i miei soggetti erano di qualità oppure no. Così partecipai alla mostra organizzata dall’associazione a cui appartengo e ottenni 2 secondi posti . Di partecipanti nella categoria verdoni eravamo in due: io e Boccarusso, era quindi chiaro che il primo posto sarebbe stato il suo, però quello che più mi incuriosì e che mi fece molto piacere fù il fatto che il punteggio ottenuto dai miei secondi era comunque al di sopra di 90 punti. Pertanto dovevo dedurre che i soggetti non erano niente male, anzi la cosa mi attrasse a tal punto che decisi di partecipare anche a Fringillia spinto nell’entusiasmo sia da Bruno Zamagni che da Sandro Ciriachi All’ingabbio di Fringillia mi sentivo come un moscerino perché mi trovavo insieme ai “mostri sacri” dell’allevamento dei verdoni. Tornai a casa la sera dell’ingabbio con la consapevolezza che non avrei portato a casa nessun piazzamento. Il giorno del giudizio mi recai come di consuetudine a caccia e per questo mi presi un bel “cicchetto” dall’amico Sandro che mi disse che in quel momento sarei dovuto stare lì a sentire le osservazioni dei giudici in modo che su tali osservazioni avrei poi dovuto basare il futuro lavoro di selezione. L’indomani mi recai alla mostra con il cuore in gola, e devo dire che ci fù una bellissima sorpresa; mi ero piazzato bene ed avevo avuto dei bei punteggi, ma non solo, i miei amici giudici IEI si complimentarono con me per la qualità dei soggetti. Fu una bella esperienza che mi fece chiarire le idee su quello che avrei dovuto fare in seguito. Arrivati al 2005, avevo messo in produzione una decina di coppie di diverse mutazioni, bruno, agata, mascherato, lutino e isabella oltre agli ancestrali. Ottenni tanti soggetti di cui alcuni veramente belli, la “moria” del verdone l’avevo superata bene e mi preparai alle mostre 2005. La prima fu Fringillia, spinto da Bruno Zamagni e da Sandro portai tanti esemplari di diverse mutazioni, ottenni dei primi posti e dei buoni piazzamenti con punteggi che andarono da 89 a 93, pertanto finalmente dedussi che avevo dei buoni soggetti nell’allevamento. La conferma che avevo dei buoni soggetti veniva anche dal fatto che arrivarono richieste da allevatori di tutt’Italia per i miei soggetti, questo mi ha riempito di soddisfazione. La seconda mostra a cui partecipai fù il Campionato Regionale Marche e Umbria che si svolgeva a Pesaro. Partecipai con diversi soggetti sapendo che la parte da “leone” l’avrebbe fatta il padrone di casa: il maestro Boccarusso, e invece non mi sarei mai aspettato che avrei portato a casa il Campione Razza IEI con un verdone maschio agata da 94 punti tenendo dietro il “mitico” Boccarusso. La gioia fu tanta e per questo la domenica delle premiazioni stappai con gli amici allevatori dello spumante per festeggiare la vittoria. Siamo all’annata 2006, mentre scrivo quest’articolo, ho nelle mie voliere coppie di agata, isabella, satinè, lutino, mascherato e ancestrali e devo dire che ci sono già dei bei soggetti in svezzamento e la produzione non è ancora finita, prevedo che anche quest’annata si confermerà buona. Quest’anno ho sperimentato ad allevare dei soggetti in un ambiente molto simile a quello in natura, in quanto ho messo un maschio agata con tre femmine in una voliera molto grande, con una parte coperta dove ci sono i nidi e le mangiatoie, ed una scoperta con del prato ed erbe spontanee. L’alimentazione è composta dai soli semi di canarini con aggiunta di cartamo, perilla e grano saraceno. Non metto a disposizione nient’altro e non gli somministro nessun tipo di vitamine e medicinali.
Voliera con i verdoni "rustici" La cosa interessante è che la prolificazione è abbondante e sono nati tanti soggetti di qualità. Questi soggetti li chiamerò con il nome di “agata rustico” nati senza nessun accorgimento quasi come gli ancestrali allo stato libero. Fino ad ora l’allevamento del verdone mi ha regalato molte emozioni e soddisfazioni, spero di raggiungere altri obiettivi ancora più ambiti. Un
ringraziamento particolare và ai miei amici Bruno Zamagni,
Sandro Ciriachi e Federico Boccarusso che mi hanno consigliato
e seguito con pazienza nel mio percorso di allevatore. Maurizio Micci
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