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Mappatura degli allevamenti

 
Abbiamo riportato in questa pagina un interessante redazionale di Enrico Banfi comparso nel mese di Ottobre in I.O. Questo per spiegare il motivo per cui alle associazioni viene richiesto dalla F.O.I. la mappatura degli allevamenti degli associati. Abbiamo ritenuto giusto di divulgare questa richiesta e sollecitare chi ancora non si sia adeguato. Sul link in alto potete scaricare il file in formato word da compilare e consegnare o spedire alla vostra associazione. I soci della Associazione Pesarese Ornicoltori, possono inviarcelo per posta elettronica. Penseremo noi a consegnare i dati al presidente dell'associazione.

 

CONOSCERCI PER FARCI CONOSCERE

Redazionale di Enrico Banfi da Italia Ornitologica del mese di Ottobre 2006

L'anno 2005 ha messo in una posizione di "stallo" buona parte della nostra organizzazione. L'impedimento e la limitazione di concorsi e mostre-scambio, il blocco delle importazioni extra-UE hanno di colpo quasi interrotto la nostra alimentazione ed il nostro ossigeno. L'intimidazione è stata grave, la paura notevole: sono state minate le nostre fondamenta. I danni, finora, sono limitati ma se non interveniamo prontamente ed efficacemente potrebbero essere ben più significativi.

La consapevolezza della minaccia ci ha stimolato: la Presidenza, con un gruppo di dirigenti, si è mossa subito per riparare idanni, ma, soprattutto, per rimuovere le cause che hanno generato i provvedimenti citati. C'è in tutti noi una gran consapevolezza: l'origine dei problemi e le cause generanti le profonde modifiche all'ambiente sociale in cui ci troviamo oggi ad operare sono destinate a rimanere attive ancora per qualche anno, poiché sono cause strutturali.

La paura della gente per le malattie derivate dai contatti con gli uccelli (vero o falso che sia questo collegamento di causa-effetto) rimane ancora viva e le autorità sanitarie non potranno che adottare severi provvedimenti di tutela e restrizione.

La sensibilità della popolazione per la vita ed il benessere degli animali, sia fisico che psichico, continua a crescere, stimolando conseguenti provvedimenti di limitazioni e tutela. Se permane questa minaccia, noi non possiamo rimanere inermi, ma, per tutelare la nostra passione, dobbia intervenire per riorganizzare la nostra attività ed il nostro rapporto con le Istituzioni, partendo da uno strumento di base: la conoscenza. Conoscere quali sono i bisogni delle Istituzioni, in mano alle quali sono le norme, le leggi, le autorizzazioni che ci occorrono (ad esempio il bisogno di sicurezza sul piano della salute), conoscere quali sono gli obiettivi e le attività del Movimento F.O.I. ed il loro impatto sui bisogni e le attese delle Istituzioni, conoscere come far convivere al meglio le due realtà. Una specifica Commissione è stata prontamente istituita per affrontare queste problematiche, del tutto nuove rispetto alla nostra storia, e per produrre quei cambiamenti che, accolti dalle Istituzioni, rendano meno precaria la nostra attività. Ci stiamo muovendo, con la prudenza necessaria, su alcuni obiettivi-chiave:

- identità:gli allevatori del nostro Movimento non producono carne e uova per l'alimentazione umana con lo scopo di generare reddito, ma operano attraverso microallevamenti per selezionare, riprodurre ed, in alcuni casi, addestrare uccelli da compagnia, non destinati all'alimentazione umana. L'obiettivo non è il reddito ma il fine sportivo, scientifico e sociale; l'organizzazione non è di tipo industriale ma amatoriale.

Le Istituzioni non conoscono a fondo questo aspetto e questa mancanza di sapere produce in loro comportamenti e decisioni negative per tutti noi. Spieghiamo loro, nel modo giusto, i metodi e i fini del nostro hobby.

- registrazione allevamenti: la legge non ci impone "ancora" la registrazione alle AUSL di competenza, questo è per noi un dato certo. Ma gli allevatori FO.I. hanno fatto di più: si sono registrati da oltre 60 anni in un Registro Nazionale Allevatori (RNA), che è probabilmente l'unico in Italia ed in Europa per longevità ed efficacia. L'hanno fatto volontariamente, senza contributi economici dello Stato e, volontariamente, lo mettono a disposizione delle Istituzioni che cercano, da anni ed invano, di costruire un'anagrafe animali.

Offriamoglielo, nel modo giusto.

- struttura degli allevamenti: o mappatura, o censimento (ma sono termini inadeguati a rappresentare l'articolazione dei dati conoscitivi che si possono ottenere da una riorganizzazione di dati spesso già disponibili in modo incongruo). Possiamo essere disponibili a realizzare lo studio della struttura organizzativa (quali specie) e produttiva (quante coppie e quanti novelli prodotti per specie) degli allevamenti amatoriali, elementi fondamentali per qualsiasi politica di presidio della salute umana ed animale, nonché della tutela delle specie minacciate. La conoscenza di questi dati aggregati* è molto interessante anche per gli allevatori, che potranno,ad esempio, orientarsi su specie "meno affollate".

*Aggregati significa che non verranno resi pubblici i dati dei singoli allevatori.

- salute umana ed allevamenti F.O.I.: il livello di rischio rispetto al famigerato H5N 1 è per noi molto modesto, anzi quasi nullo, grazie alla tipologia e all'organizzazione dei nostri allevamenti. Inoltre la F.O.I., anche in questo caso volontariamente e senza oneri economici per lo Stato, ha già realizzato il primo monitoraggio statistico dello stato di salute degli allevamenti presenti alle principali mostre nazionali. La nostra Organizzazione è disponibile a rinnovare questa esperienza, anche attraverso specifici accordi-quadro tecnici e scientifici con lo Stato e le sue strutture di presidio veterinario, per i quali questi dati sono utilissimi in termini di monitoraggio.

- CITES e benessere animale: la F.O.I. già collabora nelle organizzazioni nazionali e locali e fornisce un concreto contributo all'individuazione di soluzioni eque e praticabili. La F.O.I. non ha mai fatto mancare il proprio supporto e sta lavorando anche sul piano operativo affinché vengano adottate norme nuove, realistiche e praticabili.

- affidabilità del Movimento: la nostra storia passata ed il nostro comportamento presente improntato a serietà, conoscenza e sincera disponibilità alla collaborazione devono produrre un'immagine positiva degli allevatori F.O.I. e delle loro Associazioni. Invitare ad un tavolo di studio e di confronto i rappresentanti degli allevatori dovrà diventare "routine"; una costante in tutti coloro che affrontano problemi relativi e connessi agli uccelli. Così come l'anello F.O.I., per le famiglie che acquistano un uccellino, deve essere sinonimo di garanzia e di sicurezza dal punto di vista sanitario ed ambientale.

Questi nostri impegni nel farci carico dei problemi nostri e delle Istituzioni devono comunque portare a delle conclusioni che soddisfino i bisogni del nostro Movimento, per salvaguardare quello che è anche un bene per la società in generale: il settore degli uccelli da compagnia deve non essere confuso con il mondo avicolo industriale e deve essere regolato da normative che ne colgano la specificità e non siano banalmente le stesse del mondo avicolo alimentare industriale; il livello di burocrazia deve ridursi drasticamente (mod. 4, CITES, registrazione, fauna autoctona, norme locali ...); le autorizzazioni per le manifestazioni (mostre, mostre-scambio, mercatini) devono essere fornite in tempo largamente utile per la loro organizzazione e contenere prescrizioni coerenti con la realtà cui si riferiscono.

Il lavoro è iniziato, i primi risultati positivi stanno arrivando: fondamentale sarà la collaborazione degli allevatori sul tema della struttura degli allevamenti ("mappatura") e la mobilitazione fattiva dei gruppi dirigenti locali.

L'informazione fra Commissione e soci, soci e dirigenti è un'altra variabile delicata ma insostituibile. Due classici strumenti, uno storico - l'Assemblea - ed uno modernissimo - il Forum internet - mi sembrano del tutto inadatti in una fase come questa. L'Assemblea è onerosissima e lenta, quando dobbiamo puntare su velocità e flessibilità; il Forum è portato alla sintesi esasperata, quando dobbiamo comprendere e condividere, prima delle sintesi, la situazione in cui operiamo. A mio giudizio, vanno valorizzati, anche, altri strumenti aggiunti ai precedenti: il sito F.O.I. attraverso lo "Spazio Progetti" dedicato a questi temi (Approfondimenti, Che cosa fare, Notizie dai Raggruppamenti) e la Rivista ufficiale "Italia Ornitologica" (per la sintesi necessaria).Il primo consente rapide ma anche approfondite riflessioni, magari limitate a chi utilizza lo strumento (ma i Presidenti possono farsi interpreti e portavoce delle loro basi), mentre il secondo raggiunge tutti i soci individuali F.O.I. Come sempre, il nostro futuro è nelle nostre mani ed è legato al nostro impegno ed alla efficacia della collaborazione  costruttiva che riusciremo ad instaurare  per "Conoscerci e farci Conoscere".

Testo di Enrico Banfi