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GLI "ESPERTI RISPONDONO"
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canarini fringillidi esotici psittacidi malattie rif. email info su pullo di aga con problemi:
Salve sto allevando da circa due settimane un piccolo unico sopravvissuto di una covata che i genitori avevano buttato fuori dal nido. Tutto ok finora con la siringa, stanotte l'ho trovato con la pancia molto gonfia. Visto le festività nn riesco a trovare un veterinario che capisca di uccelli, potete aiutarmi con qualche consiglio? Il piccolo mangerebbe ma sto dandogli il pastoncino in piccole quantità e molto diluito, poi gocce di acqua calda che beve avidamente. Impacchi caldi sulla zona, una goccia d'olio diluita ma nn vedo miglioramenti... Fa poca cacca, molta meno del solito. Se qualcuno può, mi aiuti per favore!! Grazie V. D.
risp. Marco Bolognini: Salve, purtroppo senza la possibilità di vedere il soggetto è molto difficile capire che cosa abbia. Il ventre gonfio spesso è sinonimo di infezione batterica, quindi è improbabile riuscire ad aiutarlo con impacchi e olio. Dando per scontato che alloggi a 28/29° costanti, bisognerebbe intervenire tempestivamente con una formula specifica per pulli in stato di denutrizione, aumentare il numero di somministrazioni ed eventualmente far analizzare le poche feci. Se mi indica la zona dove si trova potrei suggerire un veterinario specializzato. Saluti
rif. email info su penne della coda strappate:
Ho inavvertitamente calpestato e strappato quattro penne della coda della mia Calopsitte di 5 mesi d'età.
Vorrei sapere se queste ricresceranno normalmente anche in questo caso oppure se il mio amico rimarrà senza parte della coda.
Quanto tempo impiegano le penne a ricrescere?
Una di queste tra l'altro era appena cresciuta e aveva raggiunto già 10-12 cm.
Cordiali saluti D.risp. Stefano Berluti
salve D., non dovresti avere conseguenze per la tua calopsitta, verifica che le penne strappate siano intere, cioè che non siano rimasti "mozziconi" di penne attaccate alla calopsitta, in questo caso andrebbero tolte altrimenti quelle penne non ricresceranno.
Non sono un esperto di pappagalli, per i canarini occorrono circa 20/30 giorni prima della ricrescita completa, penso che più o meno sia lo stesso anche per le calopsitte.
In caso di dubbi ti faccio mettere in contatto con amici allevatori di questi graziosi psittacidi. ciao,
Stefano Berluti
Stefano ti ringrazio per la velocissima risposta. ad osservarle sembrano integre. Speriamo bene.
Intanto Brio è qui con me che salta sulla tastiera del computer tanto che faccio fatica a scrivere!
Ciao e di nuovo grazie. D.
rif. email info su gabbie zincate:
Ho letto che le gabbie con le sbarre zincate possono risultare tossiche per le calopsitte. E' vero?
Visto che devo acquistare una gabbia e quelle in oggetto costano meno di quelle in acciaio inox o verniciate volevo esserne certo.
Un'altra curiosità: se una penna della coda si spezza perchè ricresca conviene aspettare che cada il moncone (a fine vita della penna) oppure è il caso di toglierla. In quest'ultimo caso come si fa senza far patire sofferenze all'amico pennuto?
Grazie per l'attenzione. D.risp. Marco Bolognini:
Salve, le gabbie zincate sono assolutamente non tossiche per qualsiasi uccello, avendo solo l'accortezza di sostituirle non appena la zincatura comincia a cedere, evento che si verifica per normale usura generalmente dopo anni. Negli allevamenti professionali, le gabbie zincate sono la
regola, mentre può essere nocivo lo zinco spray che alcuni adoperano nel tentativo di "riparare" gabbie ormai vecchie. Tra l'altro la zincatura si riesce ad effettuare solo su un materiale di fondo di alta qualità, mentre la verniciatura a polvere, ormai di moda da qualche anno, consente di rendere esteticamente gradevole anche gabbie realizzate in materiali meno pregiati. Il consiglio è quindi, senza dubbio, di orientarsi verso gabbie con sbarre zincate.
Se una penna della coda si spezza, si può indifferentemente attendere che venga rimpiazzata da una nuova o rimuovere il calamo della penna rotta. Le sofferenze nell'effettuare la rimozione sono molto limitate, ed è sufficiente tirarla con decisione. Saluti
marco bolognini
Rif. email: info su gestione inseparabili e cocorite:
Salve, non sono una ornitologa, mi ritrovo con una selva di uccelletti per caso o quasi, ma sono inesperta e mi servirebbe qualche consiglio.
faccio una cronistoria: una ragazza mi chiese di tenerle per qualche giorno il suo pappagallino inseparibile, la ragazza sparì ed ora il pappagallino é con me da sei anni, siccome non sopporto di vedere una creatura da sola in una gabbia le/gli comprai un compagnuccio, in seguito l'enpa mi dette in adozione un trovatello (tanto uno più uno meno..), poi un giorno mi trovai un altro inseparabile attaccato alla gabbia dei miei, fuggito da non so dove e affamato (e cattivello ed aggressivo con gli altri), nel tempo ne sono arrivati altri due (sempre per la serie tanto uno piu' uno meno...), ora due di loro hanno fatto il nido e mi hanno scodellato 13 figli (ho tolto il nido per ovvi motivi ogni due mesi fanno figli questi...). La domanda é: premesso che ho messo i 13 figli in due gabbie da cova di 65cm di lato divisi in 6 e 7, premesso che non ho una casa grande quindi altre gabbie sarebbero impensabili, premesso che in una gabbia sono belli e tranquilli, nell'altra sono bruttini e si prendono a beccate, specialmente uno è a malpartito, che posso fare? Non me ne intendo, vorrei che stessero bene, ma non so come fare, anche il trovatello è aggressivo con la sua coinquilina, posso provare a cambiagli di gabbia, ma mettendo chi con chi?
Questo per quanto riguarda gli inseparabili.
Poi... sempre per la serie uno più uno meno, mi hanno appioppato un cocorito maschio (con una voce terrificante, sospetto sia il motivo per cui me lo hanno dato), in seguito sempre l'enpa mi affidò una cocorita femmina (vecchia e sterile a dir loro), i due hanno fatto 4 figlioletti, li ho separati e siccome i genitori avevano un comportamento strano (lui non faceva mai uscire lei dal nido e una mattina l'ho trovato senza piume sulla testa) li ho separati mettendo la mamma coi figli in una gabbia da 65cm e il maschio da solo, la domanda é: se provo a mettere il maschio insieme alla sua famiglia corro il rischio che si facciano a pezzi?
Ultima domanda che é solo una curiosità, i figli dormono aggrappati alla gabbia a testa in giù come i pipistrelli, é normale?
Grazie per l'attenzione.
P.
P.S. forse ho fatto confusione nell'esposizione, riepilogo: 1 gabbia da 65cm con mamma cocorita e 4 cocoritini, 1 gabbia piccola con papà cocorito, 1 gabbia da 65cm con sei inseparabili figli, 1 gabbia da 65cm con 7 inseparabili figli, 1 gabbia da 65 cm con coppia che ha fatto i 13 figli, 1 gabbia da 55cm con inseparabile aggressivo più un altro (forse due femmine, trovo uova sul fondo della gabbia), 1 gabbia da 55cm con due inseparabili di sesso indefinito (forse due maschi, vanno d'accordo). Grazie ancora.Risponde Stefano:
Salve P.,
le faccio i miei complimenti per l'amore che dalla sua lettera traspare per questi uccelletti che detiene, e per la fiducia che evidentemente si è conquistata con l'enpa dal momento che le affidano volentieri uccellini "orfani".
Immagino che sia difficile separarsi da soggetti che sono nati e cresciuti da lei, ma forse il problema è il sovraffollamento e dovrebbe cercare di diminuire il numero di soggetti se non può aumentare il numero delle gabbie. Secondo me si dovrebbe evitare di tenere troppi soggetti in gabbie un pò piccole come quelle da 65 che vanno bene per la cova, ma l'ideale è che una volta svezzati i piccoli li dovrebbe posizionare a gruppi di 6/7 in volierette di almeno 120cm, meglio se di maggiori dimensioni, dove riescono a fare del movimento che è necessario per una crescita sana e per non creare situazioni di stress che ai soggetti più deboli potrebbe anche essere fatale.
Giro la sua mail ad un altro amico che alleva psittacidi (io allevo canarini e verdoni) che saprà darle dei consigli su come comportarsi per migliorare il benessere dei suoi animali.
Se mai le dovesse venire in mente di fare il "salto" e diventare una allevattrice con possibilità di partecipare alle mostre ornitologiche e conoscere così tanti bravi allevatori con la comune passione, non esiti a contattarci, io sono anche il segretario di un associazione ornitologica affiliata alla FOI-Onlus e potrei aiutarla o darle delle info su come iscriversi.
Visiti il nostro sito internet: www.apopesaro.it
ps. di una sottospecie di cocorito "pipistrellus" non ne avevo mai saputo l'esistenza!! non so se è comune quest'abitudine dei suoi piccoli cocoriti.
cordialmente, Stefano Berluti
Salve Stefano,
Lei ha ragione, ma io sono molto "chioccia" e l'idea che i piccolini vadano a finire chissà dove e chissà con chi non mi piace, mi hanno chiesto anche se li vendevo, ma ho sempre rifiutato, a differenza vostra non amo allevare uccellini in gabbia, per me son fatti per volare liberi, questi qui mi sono capitati e cerco di tenerli meglio che posso, ma allevarli perchè? Voi perché li allevate? Le può sembrare una domanda sciocca, ma mi interessa davvero capirlo. A proposito di voliere, tra alcuni mesi dovrei potermi trasferire in un posto con giardino e quindi mi sarebbe piaciuto fare una bella voliera, ma non so se sia possibile dato che sono bestiole che amano i climi miti (d'inverno li tengo in una stanza riscaldata solo per loro, li tenevo liberi lì finché non hanno cominciato a demolire tutto, compreso l'impianto elettrico), quindi il problema sarebbe far passare questi mesi senza incidenti se potessero essere poi alloggiati all'esterno senza pericoli.
La ringrazio per la risposta velocissima, e resto in attesa della risposta del Suo collega. Io adoro gli uccellini tutti e anche gli animali tutti (ho anche diversi gatti), ho tolto con dispiacere il nido ai miei, si sentono persi senza, ma che dovevo fare, fanno tanti figli.... e io non so più dove metterli.
La ringrazio ancora e La saluto.
P.
P.S. anni fa allevai una deliziosa capinera caduta dal nido, ma lei era domestica non stava in gabbia, stava sempre sulla mia spalla e quando la portavo con me in viaggio stava sul volante, allevare uccellini é molto bello, ma é il discorso "gabbia" che mi disturba. Se vuole faccio foto dei cocoriti/pipistrellini e gliela mando.
Rif. email: Addomesticare inseparabile
Salve, mi chiamo C., e ho un urgente bisogno di un consiglio, domenica ad una fiera ho preso un inseparabile, precisamente un Agapornis Roseicollis, mi hanno detto che ha 3 mesi e che posso addomesticarlo, quando siamo tornati a casa ho provato ad avvicinargli un dito e lui scappava impaurito, ho contattato i venditori di questo piccolo animale e mi hanno detto che non è allevato a mano ma che essendo giovane si può addomesticare (ci vorrà più tempo rispetto ad uno allevato a mano, tipo 3 o 4 mesi)
Io nn so come comportarmi, perchè chiedendo un pò in giro c'è chi dice che si può addomesticare, c'è chi dice che è già troppo grande, c'è chi dice di cercare di prenderlo per farmi conoscere, c'è chi dice che non lo devo prendere e non lo devo forzare a fare le cose.
Gli vorrei far tagliare le piume di un ala in modo che non voli e che sia più facile anche per noi l'addestramento, ma mi hanno detto che è una cosa brutta da fare a questa bestiola.
Insomma come mi devo comportare? Come posso fare per farmi conoscere e piano piano addomesticarlo (se è possibile)?
Per favore aiutatemi, perchè veramente ci sto perdendo la speranza!!!
Grazie mille
Risponde Marco Bolognini: Ciao C., il tuo problema con il pappagallo è in realtà abbastanza diffuso. Se un pappagallo non è stato allevato a mano è comunque possibile tentare di renderlo maggiormente docile, anche se richiederà ovviamente un tempo abbastanza lungo e una notevole dose di pazienza da parte tua.
Tra circa un paio di mesi, passato il periodo di ambientamento, dovresti iniziare ad attirarlo con pezzetti di frutta, gradatamente inizierà ad avvicinarsi fino ad arrivare nel giro di poche settimane a mangiare dalle tue mani, sempre attraverso le sbarre. Progressivamente potrai provare ad introdurre una mano dandogli frutta, fino a che non mostrerà più segni di spavento. A quel punto potrai tentare di estrarlo dalla gabbia, avendo cura di usare tende ai vetri e possibilmente in una stanza dove non possa allontanarsi. Ragionevolmente questo processo dovrebbe durare circa un anno. Considera che gli agapornis hanno un tempo limite di attenzione di circa 15 minuti, oltre i quali la tua "sessione quotidiana di addomesticamento" diventa improduttiva.
Per quanto riguarda la pratica del taglio delle penne, ti darà un'illusione di successo dal momento che il pappagallo, ovviamente, non volerà. Molto verosimilmente però sarà molto propenso a mordere, finché le penne non gli ricresceranno e ricomincerà a volare, riportandoti al punto di partenza.
Se hai bisogno di qualche suggerimento, contattami pure.
Marco Bolognini
Rif. email: Ivomec
Salve volevo un suo consiglio visto la sua esperienza, da un esame delle feci sono state trovate numerose uova di acari, ho rimediato l ivomec diluito 1:9 con glicone, volevo sapere dopo aver messo una goccia ai soggetti malati dopo quanto tempo devo ripetere il trattamento, se dopo una 15 giorni è consigliabile fare un altro trattamento. cordiali salutiRisponde Marco Bolognini - allevatori di pappagalli Ciao L.,
ripetere il trattamento con Ivomec è sicuramente consigliabile, a distanza di 15gg dalla prima applicazione. Non dimenticare che il trattamento è perfettamente inutile se non è abbinato alla disinfestazione totale delle gabbie con acaricida, inclusi tutti i posatoi, mangiatoie, beverini e accessori. Le parti in metallo, in particolare gli angoli, andrebbero bonificati con la fiamma di un saldatore portatile, mentre le parti in plastica vanno disinfettate con il vapore. Il trattamento farmacologico va fatto solo con i soggetti in gabbie totalmente indenni, altrimenti è quasi del tutto inutile. Saluti
Marco
Rif. email: ammaestrare i pappagalli
Salve dottore!
a casa abbiamo 2 amici esotici:un amazzone fronte blue e un cacatua cresta gialla......
L'amazzone è molto diffidente e abbastanza aggressivo mentre il cacatua è affettuoso come un chihuahua.......vorrei addestrarlo, fare numeri simpatici..... può consigliarmi un professionista che possa insegnarmi o un libro in particolare.....
grazie
C. da Modena
Risponde Riccardo Zacchilli, allevatore di Parrocchetti dal collare
il fronte blu penso che sia stato allevato dai genitori, e normale che si comporta cosi,attenzione alle beccate fare tutto con molta calma, e tanta tanta pazienza il cacatua immagino che sia stato allevato a mano, le cose sono molto più semplici, insegnare una cosa per volta, la fantasia di un pappagallo allevato a mano non a limiti ricompensare sempre dopo la lezione con in piccolo premio.
non insistere se un giorno non li gira bene
ciao Riccardo.
Rif. Email: cocorite con problemi di acariGentile, mi hanno regalato una cocorita x il mio compleanno a maggio del 2006, a distanza di mesi mi sono accorta che nella gabbia della cocorita ci sono dei piccoli esserini minuscoli che camminano, cosa sono?
Tra l'altro ho un canarino da 8 anni, in un'altra gabbia e proprio oggi, mi sono accorta che ora li ha anche lui,
come pùò essere?, cosa mi consiglia di fare, oltre a pulire giornalmente o quasi (1 o 2 giorni) entrambe le gabbie?
I 2 cari amici sono in una stanza di casa, c'è pericolo che questi esserini si diffondano x la stanza? possono essere pericolosi anke x l'uomo x caso?Al negozio di animali mi hanno dato uno spry FORACTIL, sa x caso in che maniera posso utilizzarlo, e se è consigliabile spruzzarlo al di fuori di casa?
Attendo con ansia un suo riscontro,
La ringrazio anticipatamente, C.Risponde Stefano:E sì mia cara, come ti avrà già detto il negoziante, molto probabilmente sono acari arrivati come ospiti della cocorita.
Non c'è pericolo per le persone perchè non passano dall'animale all'uomo, e non andranno in giro per casa in quanto per sopravvivere hanno bisogno dell'animale vicino dove nutrirsi di cheratina e residui della pelle se fossero acari della penna, di sangue se sono gli acari rossi.Se sono di colore biancastro sono quelli della penna, e probabilmente osservando bene le penne degli uccelli dovresti trovarle mangiucchiate e quindi rovinate, mentre se sono scuri e se, schiacciandoli fossero pieni di sangue, allora sarebbero i temibili acari rossi.Il prodotto che ti hanno dato va bene, l'ho utilizzo anch'io per spruzzarlo sui nidi prima di inserirli nelle gabbie.Va spruzzato, senza esagerare, direttamente sull'uccellino (segui le istruzione del prodotto, credo a 20/25 cm. di distanza) facendo attenzione di non spruzzarlo sugli occhi e sul becco, e poi dovresti disinfettare anche le gabbie e gli accessori perchè questi si annidano dappertutto, in ogni posto dove possono trovare rifugio. E' chiaro che se per un verso non puoi saturare l'ambiente dove vivi con questo prodotto, dall'altro non avrebbe senso spruzzarlo tenendo la gabbia all'aria aperta in quanto si disperderebbe troppo velocemente e in modo inefficace sugli acari. Credo che una via di mezzo sia auspicabile. Ad esempio potresti portare le gabbie momentaneamente in bagno (sicuramente come ambiente per questo lavoro è più indicato di una camera o di una cucina) spruzzare il prodotto, tenere l'ambiente chiuso per un po' (un ora ad esempio) e quindi arieggiare. Il trattamento va ripetuto a distanza di un po' di giorni (controlla le istruzioni) in quanto, anche se riesci a distruggere gli acari in circolazione, poi a distanza di poco tempo ci sarebbero le uova già deposte che schiudendosi daranno vita ad un nuovo ciclo di acari. Purtroppo, quella contro gli acari è sempre una battaglia lunga, ma avendo solo due uccellini non ti dovrebbe essere difficile tenere sotto controllo la situazione.Un salutoRingrazio molto x la tua risposta,Ieri abbiamo provveduto a far visitare entrambi da un veterinario, ha constatato che erano proprio gli acari rossi,Sotto suo consiglio, Abbiamo messo i 2 nostri amici in sala in 2 gabbiette che ho provveduto a pulire, spruzzandogli prima lo spray e mettendo tutti gli accessori nuovi, ho pulito a dovere entrambe le gabbie dove erano fino a ieri con acqua scaldata in pentola (bollita), ho buttato tutti gli accessori ed ho provveduto a lavare anche x terra in cameretta, se riesco poi domani li rimetto in camerettaSe hanno lo spry x quanto tempo dura, e posso fargli fare il bagnetto?Fammi sapere grazie ciaoDunque, l'effetto dell'insetticida purtroppo non dura molti giorni, e ovviamente durerà ancor meno se gli uccellini faranno il bagno.
Io direi che potresti aspettare circa dieci/quindici giorni prima di ridare un pò di spray, generalmente con prodotti più potenti si consiglia di ripetere il trattamento dopo circa 40 giorni, in questo caso potresti darlo con più frequenza dato che è meno tossico per l'uccellino. Considera che purtroppo le uova potrebbero sopravvivere al trattamento e quindi rischiudendosi dare vita ad un nuovo ciclo di acari e per questo che è importante ripetere l'operazione (senza esagerare con le quantità nello spruzzare). Se da qui a qualche mese, non riesci a risolvere il problema, allora come consiglio nel sito, una delle soluzioni, diciamo quasi definitive, è l'utilizzo di prodotti come il Frontline per cani e gatti. Questo sarebbe veramente il modo più sicuro per affrontare gli acari, ma mi rendo conto che per solo due uccellini che vivono in un ambiente pulito, puoi provare con il prodotto che già hai.Un caro saluto.
Rif. Email: problema locale di allevamento Gentilissimo Stefano,
sono un ragazzo di 22anni, allevo pappagallini ondulati da tre anni.
A gennaio scorso ho acquistato otto coppie di canarini gialli e una coppia di Gloster.
Ognuna di queste coppie, dal mese di giugno ha cominciato a farmi le prime covate, peccato però che non sono riuscito ad avere soddisfazioni, si schiudevano e dopo neanche una settimana trovavo i novelli morti.
Cosi è successo per tutte e otto le coppie.
Ciò è dovuto forse al locale dove alloggiano (Box lamiera), che durante il periodo estivo la temperatura interna è molto elevata.
Potrebbe essere questo il motivo?
Questo Box in lamiera l'ho rivestito con pannelli di polistirolo per alleviare l'elevata temperatura, però il risultato è sempre lo stesso.
Facendole i complimenti per il suo allevamento che ho avuto modo di vedere sul suo sito, la saluto e la ringrazio anticipatamente per la sua assistenza. C.Risponde Stefano:
Ciao C., ti ringrazio per i complimenti,
non sono un esperto di patologie veterinarie, anch'io allevo da pochi anni, ed anch'io ho spesso "fame" di consigli da chi è più esperto di me.
Ti posso dire che le patologie che colpiscono i giovani nati di canarino nei primi dieci giorni sono talmente tante che è impossibile dare una risposta certa alla tua domanda, su questo gli esperti hanno scritto talmente tanti articoli da riempire più libri.
Pensa che a me i primi anni morivano più facilmente i canarini dei verdoni nei primi giorni di vita.
Questo per dire che purtroppo oggi ci ritroviamo con dei canarini che, un pò per via delle selezioni sempre più spinte, un pò per l'uso indiscriminato di antibiotici, sono facilmente attaccabili dai virus che al contrario hanno costituito dei ceppi più resistenti agli antibiotici a largo spettro.
Io, sarei più propenso a ritenere che il tuo problema sia dovuto più a qualche patologia che ti ritrovi in allevamento, piuttosto che al caldo del locale, se fosse troppo caldo e molto poco umido probabilmente non nascerebbero i canarini.
Certo il locale che hai non è proprio il massimo per allevare, cerca di fare in modo di arieggiarlo il più possibile per controllare meglio le temperature alte, inoltre dovresti cercare di anticipare le cove, di solito con i canarini si cerca di terminare il periodo delle cove a giugno, non a iniziarla.
Ti consiglierei di cercarti un veterinario che possa fare gli esami delle feci dei tuoi canarini prima della prossima stagione, in modo da avere un idea se hai una patologia grave in allevamento, e quindi fare poi un trattamento "mirato", inoltre sarebbe molto importante che, nell'eventualità continuino a morire, ti possa fare degli esami istologici sui corpi appena morti. Ti consiglio, se già non lo fossi, di iscriverti o per lo meno di avvicinarti, ad una associazione ornitologica vicina al luogo dove abiti. Lì troverai senz'altro persone che come noi condividono questa passione e che saranno senz'altro in grado di darti buoni consigli. Inoltre come ho fatto io qualche anno fa (e devo dirti che mi ha veramente aiutato) abbonati ad almeno una rivista del settore, (una delle più qualificate è sicuramente ALCEDO (www.alcedoedizioni.com ). Non dico questo perchè voglio fare pubblicità, non ho nessun interesse a questo, il mio vuole essere solo un consiglio.
Spero di averti per lo meno indirizzato verso la strada giusta per rimediare ai tuoi problemi e ti faccio un grosso "in bocca la lupo" per il tuo allevamento.
webmaster Stefano home chi siamo aggiornamenti l'esperto le mostre link contattaci Ultimo Aggiornamento 27/12/2011